Un buon
antivirus è naturalmente l'arma principale. Da solo, però, un
antivirus non basta: la prevenzione è un aspetto fondamentale
della lotta contro i virus. Vediamo quindi alcune regole di
comportamento che permettono sia di minimizzare il rischio di
infezione sia di contenere i danni nel caso in cui un virus
riesca ad inserirsi nel sistema.
Fare il backup dei dati
Se un virus nocivo riesce a rilasciare il suo payload, il
rischio che molti file (se non tutto il contenuto del disco!)
vengano danneggiati senza possibilità di recupero è molto
forte. Solo effettuando con regolarità il backup sarà
possibile ripristinare i file rovinati. Ricordate che non basta
fare il backup: bisogna anche verificare che l'operazione
inversa sia possibile, provando di tanto in tanto a ripristinare
i dati, preferibilmente su un altro computer. Nella prima
sezione di questo Quaderno potete trovare informazioni più
dettagliate sui tool gratuiti di backup forniti con Windows,
mentre nella sezione dedicata a Linux abbiamo descritto gli
strumenti reperibili su questo sistema operativo.
Aggiornare
regolarmente l'antivirus
Installare un antivirus è fondamentale, ma bisogna avere anche
ben presente che un prodotto non aggiornato può fare più male
che bene, infondendo un senso di falsa sicurezza che potrebbe
indurre a trascurare le regole più elementari di prevenzione.
Vista la rapidità con cui oggi i virus vengono creati e si
propagano, la protezione offerta da un antivirus non aggiornato
costantemente è davvero minima. Fino a poco tempo fa
l'aggiornamento su base mensile veniva ritenuto sufficiente, ma
la nostra opinione è che sia opportuno verificare almeno ogni
giorno che ci si collega a Internet l'eventuale disponibilità
di nuove firme virali.
Aggiornare regolarmente il sistema operativo e gli
applicativi
I creatori di virus potrebbero approfittare di una vulnerabilità
del sistema operativo o di un programma per introdurre del
codice dannoso senza necessità di alcuna azione da parte
dell'utente. A luglio dello scorso anno ha fatto scalpore
l'ipotetico virus E-mail killer, che sfruttando una falla di
Windows sarebbe stato in grado di infettare un computer non
appena l'utente avesse ricevuto un particolare messaggio di
posta. Con questo virus, quindi, non sarebbe stato necessario né
leggere un messaggio né lanciare un allegato! (Il più
importante quotidiano nazionale si è spinto oltre, affermando
che E-mail Killer era in grado di colpire anche i computer
spenti…). La minaccia - per i computer accesi, naturalmente -
in effetti era basata su una vulnerabilità assolutamente reale,
ma fortunatamente il temuto "killer" non è mai
entrato in circolazione. Il caso comunque è servito a ribadire
che il livello di complessità dei software odierni comporta
molti rischi dal punto di vista della sicurezza. Quindi è
assolutamente il caso di installare la funzione "Notifica
aggiornamenti critici" di Windows, che segnala
automaticamente ogni volta che ci si collega a Internet la
disponibilità di patch ritenute critiche per la sicurezza del
sistema. Analogamente, conviene tenere sott'occhio anche i siti
dei produttori del software usato - in particolare dei pacchetti
che interagiscono con Internet, a partire dai browser- in modo
da verificare l'esistenza di eventuali patch. A dimostrazione
del fatto che non sono solo i prodotti Microsoft ad avere
problemi, pochi giorni dopo la scoperta della falla che avrebbe
consentito la realizzazione di un virus come E-mail Killer è
venuto alla luce un problema presente in tutte le release del
browser Netscape fino alla 4.74. La vulnerabilità è legata
alla distribuzione Java presente nel browser e permette a un'applet
ostile, pubblicata su una pagina Web, di installare e avviare
sul Pc di chi consulta la pagina un vero e proprio server Web in
grado di rendere accessibili agli altri utenti di Internet i
file locali.
Non aprire mai distrattamente un allegato di posta
elettronica
La posta elettronica oggi è il veicolo più usato dai virus per
diffondersi. A meno che non lo si attenda e non provenga da una
fonte assolutamente affidabile, non bisogna mai - per alcun
motivo - aprire un allegato ricevuto via e-mail. In ogni caso,
è opportuno non lanciare mai gli allegati direttamente
dall'interno del client: anche a costo di perdere qualche
secondo in più, è opportuno salvarli preventivamente su disco
rigido e verificarli con un antivirus. Tenete presente che
alcuni allegati eseguibili si mascherano da file di dati (basti
pensare al caso di Explore.ZIP): basta un doppio clic frettoloso
e il danno è fatto.
Non eseguire mai un programma di fonte incerta
Se la propagazione per posta elettronica rimane il veicolo
principale di infezione, ogni programma può contenere un virus
o un altro tipo di software dannoso. Quindi bisogna fare molta
attenzione al software dubbio, in particolare al software pirata
scaricato da Internet che è uno dei principali veicoli per la
diffusione di cavalli di Troia usati per installare segretamente
software di telecontrollo come Back Orifice. Esistono molti tool
(come NeoLite, usato da un successore di Explore.Zip) capaci di
elaborare un cavallo di Troia in modo da renderlo
irriconoscibile ai software antivirus.
Rimuovere il floppy disk dalla sequenza di avvio
I virus del settore di boot sono più rari che in passato, ma
non sono certo estinti e continuano a essere fonte di fastidi se
non di veri e propri danni. Il modo più classico di rimanere
colpiti da un virus di questo tipo è sempre lo stesso: ci si
dimentica un floppy infetto nel lettore. Basta prendere
l'abitudine di rimuovere immediatamente i dischetti dopo averne
letto o scritto il contenuto per diminuire drasticamente le
possibilità di infezione. I Bios poi permettono da tempo di
definire la sequenza delle unità di boot: basta eliminare
dall'elenco il floppy per prevenire la possibilità che un virus
del settore di boot possa creare danni. Si noti che questi virus
non riescono a diffondersi con le recenti versioni di Windows,
ma possono comunque dare più di un fastidio quando modificano
il disco all'atto dell'infezione.
Che
cosa fare in caso d'infezione
Utilizzando un buon antivirus, mantenendolo costantemente
aggiornato e seguendo i consigli sopra riportati, le probabilità
di rimanere infetti sono minime.
Non si può escludere del tutto, tuttavia, che un virus riesca
davvero ad entrare nel sistema: basta un attimo di distrazione
unito a un'infezione appena entrata in circolazione (e che
quindi l'antivirus non è ancora in grado di riconoscere).
In questi casi la prima cosa da fare è rimanere calmi. Fin
troppi utenti, presi dal panico, hanno formattato il disco
rigido nella speranza di estirpare il virus. Con un'operazione
del genere, invece, l'unica cosa che scomparirà di certo sono i
dati ancora intatti. L'infezione, al contrario, potrebbe
addirittura sopravvivere (i virus che aggrediscono il Master
Boot Record, infatti, non sono influenzati da una formattazione
del disco).
Naturalmente, quando si sospetta la presenza di un virus bisogna
evitare con la massima cura di scambiare file con altri utenti e
bisogna anche fare il possibile per contenere il propagarsi
dell'infezione, sia informando tempestivamente del problema
tutti coloro ai quali si potrebbe avere trasmesso il virus, sia
le possibili fonti dell'infezione se sono identificabili. Se il
computer è collegato in rete o a Internet è opportuno - viste
le modalità di propagazione dei virus più recenti - scollegare
subito modem e cavo di rete.
In ogni caso è meglio evitare di continuare a lavorare con la
macchina ritenuta infetta; conviene invece spegnere il computer
e - se possibile - richiedere l'intervento di una persona
competente. Ammesso che nessun tecnico possa intervenire, si può
tentare di avviare il computer da floppy usando il dischetto di
soccorso del proprio antivirus. Se il disco di emergenza non è
reperibile, ad esempio perché lo si è smarrito, bisogna
assolutamente evitare di usare quello di una vecchia versione
dell'antivirus, magari disponibile perché prestato da qualcuno.
Gli antivirus vecchi di qualche anno, infatti, potrebbero non
essere in grado di gestire correttamente il file system delle
nuove versioni di Windows e potrebbero creare ulteriori danni.
Se
lo scanner sul dischetto di emergenza non riesce a identificare
l'infezione e a rimuoverla, può essere molto utile fare una
ricerca (su un altro computer, ovviamente, su Internet per
verificare se i sintomi del virus sono noti e se l'infezione è
già stata identificata da qualche produttore di antivirus: in
questi casi spesso viene messa a disposizione sul Web una
soluzione specifica.
La ricerca su Internet permette poi di verificare se e come sia
possibile porre rimedio ai danni eventualmente causati dal
virus.
Una volta debellata l'infezione si potrà ripristinare la
funzionalità del computer reinstallando dai dischi originali i
programmi danneggiati e caricando dalle copie di backup i dati
eventualmente distrutti. In questa fase occorre prestare la
massima attenzione per non rimanere nuovamente infetti: esiste
infatti il rischio concreto che il virus, prima di palesarsi,
sia riuscito ad aggredire infettare qualche supporto rimovibile
(floppy disk, dischi ZIP, Cd registrabili e così via) oppure -
per chi è connesso a una rete locale - qualche file memorizzato
sul server.

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